La filosofia

homehome.htmlhttp://www.passileggerisullaterra.itshapeimage_1_link_0
 

Alcuni punti in comune


Siamo un gruppo molto eterogeneo e con competenze e conoscenze molto diverse, ma ci sono dei punti in comune che quasi dettano lo stile delle scelte e del nostro modo di lavorare.


I. I materiali naturali: soddisfare i propri bisogni attingendo da ciò che la natura ci offre; questo include anche i materiali a lungo tralasciati nell'era post moderna: terra,  paglia, legno, fibre vegetali spontanee e coltivate ecc. I loro pregi sono quelli di essere rinnovabili, di estrazione non dannosa e di ri-entrare nel ciclo vitale senza produrre scarti o rifiuti inquinanti. In primo luogo proviamo a  recuperare i saperi che possono rendere queste materie prime usufruibili, “godibili” e utili..


II. L’ecologia… o le ecologie; fra i vari studi o teorie rimane una sensibilità rispetto agli equilibri fra uomo e territorio, fra uomo e pianeta. C’è la volontà di maturare sempre una più ampia consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni per lasciare ai posteri un mondo migliore di quello che abbiamo trovato.


III. Le tecnologie appropriate: una tecnologia è il processo che porta al soddisfacimento di un bisogno umano. A monte c’è una riflessione costante per arrivare a capire quali sono i bisogni veri e quelli indotti, poi ci sono le analisi di quali modi, strumenti, attrezzi, strategie siano adatti per “appagare il bisogno, in ultima fase c’è il perfezionamento tecnico. Una forchetta è una tecnologia, un impianto solare termico, una stufa, un libro…. Quando una tecnologia è appropriata? Una buona risposta venne da un signore che partecipava ad una conferenza “…Quando risolve un problema senza crearne altri più grandi…”

Cerchiamo di studiare, sviluppare e diffondere tecnologie che utilizzano materiali locali, facili da imparare e da “governare” e che non producono diseguaglianze sociali.

A nostro avviso si può vivere una vita felice con qualche comodità rimanendo sobri.


IV. Interazione fra passato e futuro: pensiamo che i saperi tradizionali siano un bene da non sottovalutare, che le tradizioni culturali e tecnologiche. Pensiamo che materiali e conoscenze utilizzati nel passato di una data civiltà non siano inferiori a quelle moderni, anzi a volte, sono migliori e spesso più sperimentati e sicuri dell’ultima novità. "la tradizione non va ripetuta ma continuata" guardando al passato si possono proporre delle soluzioni utili per il futuro per alleggerire la nostra impronta sulla terra, per creare nuove identità. 


V. Inter-disciplinarità: le competenze del gruppo sono varie ed eterogenee. Ci sono ingegneri, una naturopata, cuochi esperti di alimentazione, pedagogisti, psicologi, esperti in design, artisti, artigiani... Crediamo che avere diversi punti di vista aiuti a valutare meglio un problema e proporre soluzioni originali ed appropriate. Durante un progetto, l’emergere delle diversità, da la possibilità di trarre ispirazione dalle diverse prospettive e di essere completari.


VI. Fare esperienza diretta: se l’obbiettivo è la consapevolezza e il cambiamento concreto e quotidiano, l’esperienza diretta ci sembra la strada più efficace e piacevole. Fare esperienza significa costruirsi un arco o un forno più che leggere dieci libri sull’argomento senza mai cimentarsi… E’ importante trovare dei bravi maestri in modo che l’esperienza sia “vera”, utile ed efficace; non una “simulazione” come spesso accade nel mondo della scuola. Convolgersi con le mani, la mente, il corpo, tutti i sensi in esperienze emozionalmente pregnanti aiuta ad imparare, ricordare e aver voglia di approfondire.


VII. Bioregionalismo e intercultura: oggi si possono consumare prodotti che vengono da tutto il mondo,  scambiare idee, foto o impressioni in maniera simultanea con genti di terre lontane o spostarsi in 8 ore dall’altra parte del pianeta. Nello stesso tempo si affacciano vecchi e nuovi problemi quali la salvaguardia dell’identità locale: le lingue, le usanze; dall’altra la costruzione di un’identità in grado di confrontarsi in un contesto globale. Non miriamo all’autarchia, la chiusura, l’autosufficienza totale; al contrario, spesso, conoscere le proprie radici aiuta il confronto con persone e culture diverse trovando più punti in comune e sapendo attribuire un senso alle differenze.


VIII. Scoprire il territorio: in un progetto con la suola o gli adulti cerchiamo di affrontare le tematiche esplorando il territorio per contestualizzarle, scoprire le particolarità, i materiali, le persone che portano avanti saperi tradizionali; tutte risorse che “che abbiamo sempre avuto sotto il naso e non abbiamo mai visto” andando a piedi, in bicicletta o con altri mezzi a basso impatto ambientale, ricchi di emozioni e che non creino traffico…


IX. Coinvolgere il contesto: Ci troviamo sempre più davanti a corsi preconfezionati, tappe stabilite e pacchetti pronti. Ci sembra di vitale importanza proporre tematiche ampie per poi ascoltare le esigenze dei bambini, degli insegnanti, degli adulti o delle amministrazioni. Chiediamo che i partecipanti contribuiscano con le loro capacità, il loro sapere, i loro interessi ed i loro sogni per creare insieme un percorso. Inoltre se si riscontra interesse, il discorso si può allargare a macchia d’olio ai nonni, i genitori, gli amici perché vengano a raccontarci quello che sanno o per realizzare un cantiere partecipato.


X. Progetti lunghi e che sappiano correre con le proprie gambe anche dopo: Progetti “mordi e fuggi” di poche ore, l’inseguimento delle novità… esperti che non hanno il tempo nemmeno ad imparare i nomi dei bambini o degli adulti che hanno di fronte…Anche nella cultura e nella formazione avvertiamo un certo consumismo culturale. Per sviluppare tutte le possibilità degli argomenti che si trattano chiediamo di intraprendere percorsi con un alto numero di incontri, dare la possibilità di continuare a chi desidera approfondire. Lasciare qualcosa di materiale che testimoni il lavoro fatto,  con una progettazione partecipata e auspichiamo un approfondimento che va oltre il lavoro che si svolge con “l’esperto”.


+1. L'arte: infine, bene o male, tutti noi abbiamo bisogno di qualcosa che riassuma tutte le sfumature e tutte le interconnessioni di un percorso fatto, che richiami profondamente i contenuti e odori di futuro, di sogni, di ulteriori sviluppi… Che sia bello. La componente artistica sembra soddisfare tutte queste esigenze e darci in più qualcosa di indefinibile.