Stufe in muratura

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La stufa in muratura risale al 1500, anche se ovviamente nelle epoche successive furono apportati miglioramenti sia tecnici che estetici. Il suo impiego si estese fino al periodo industriale, epoca in cui la stufa in muratura venne gradualmente sostituita da altre forme di riscaldamento ritenute più moderne. Negli ultimi anni ´70 queste stufe erano state quasi del tutto abbandonate e si contavano sulle dita gli artigiani fumisti in grado di costruirle.

Solo negli ultimi anni, si è registrato un vero e proprio “rinascimento” per questo tipo di stufe, una rivalutazione dovuta sia alla crisi petrolifera, sia alla crescita della coscienza ecologica. La caratteristica più evidente di queste stufe è infatti il basso consumo di legna (generalmente dai 10 ai 40 kg al giorno), associata alla piacevole sensazione di essere circondati da un calore sano ad un tasso di umidità equilibrato (intorno al 50%).

 

Una stufa antica da portare nel futuro

Come è fatta? come riscalda?

La stufa viene costruita con mattoni refrattari che hanno il compito di accumulare il calore e rilasciarlo lentamente; più la stufa è pesante più è in grado di accumulare e scaldare, ci sono stufe che possono pesare 1 quintale e stufe che possono pesare anche 4 tonnellate.

In genere, in questo tipo di stufe, la camera di combustione é realizzata senza griglia, in quanto il fuoco va acceso direttamente su un piano ricoperto di speciali lastre refrattarie, resistenti al calore.

Sempre con mattoni refrattari sono costruiti i cosiddetti “giri di fumo”: al posto di far uscire il fumo dal comignolo a 800 gradi, questo viene fatto girare in percorsi a saliscendi che hanno la funzione di aumentare la cessione di calore da parte dei fumi alla stufa e uscire con una temperatura che varia da  300 a 200 gradi .

Alcuni fumisti “giocano” con i giri di fumo per creare corpi stufa (simili a “panche o armadi caldi”) che scaldano efficacemente i locali retrostanti la stufa e quelli situati nel piano superiore. Tutto questo mantenendo un unico fuoco.

I corpi della stufa scaldano molto bene le stanze in cui sono presenti e di riflesso le stanze lontane per questo le prestazioni aumentano se la stufa è situata fra due o più pareti, se ci sono degli open space e diminuiscono se ci sono molte stanze piccole e corridoi.

Nella fase di progettazione è importante porre particolare attenzione alla canna fumaria, la cui struttura deve garantire un abbattimento di pressione inferiore a 12 Pascal (circa 0,12 mbar); ciò per avere una combustione priva di sostanze tossiche e capace di raggiungere temperature nell’ordine dei 800 – 900 °C.

Il calore perso lungo il tragitto viene accumulato nella muratura e restituito all’ambiente da riscaldare per il l’85% circa, sotto forma di irraggiamento, in maniera lenta e graduale, così da avere nelle pareti esterne della stufa temperature massime attorno ai 70 °C che possono aumentare sino ai 100 – 110 °C nella zona immediatamente attorno al focolare. Tutto questo avviene senza nessun rischio di ustione per chi viene a contatto con le pareti della stufa, grazie alle particolari caratteristiche dei materiali utilizzati, infatti, a contatto con la pelle le superfici porose hanno una conducibilità molto bassa.

  La resa di una stufa in muratura può variare tra gli 800 e i 950 W per metro quadrato di superficie radiante: queste differenze si ottengono variando gli spessori delle pareti dei condotti e della camera di comustione. Si distingue così una costruzione “pesante” (13/15 cm di spessore), media (10/11 cm) e leggera (7/8 cm). Il consumo giornaliero di legna varia a seconda della regione climatica, dall’isolamento della casa e della disposizione delle stanze. La stufa non deve stare continuamente accesa (come succede nella gran parte delle stufe che scaldano acqua o aria) si possono fare 1 o 2 cariche al giorno, dopo circa un’ora e mezza o due, quando tutta la legna è stata bruciata si chiude lo sportello e ci si gode l’inerzia termica. La stufa scalda anche da spenta!

Basta acquisire l’abitudine di accendere uno o due fuochi al giorno (la mattina o la sera) il che può diventare anche un piacevole rituale.


Il tipo di calore

Il riscaldamento per irraggiamento, che in queste stufe raggiunge circa l’80%, assicura una piacevole sensazione di calore, grazie alla temperatura dell’aria meno elevata rispetto al riscaldamento per convezione, aumentando nel contempo le temperature delle pareti circostanti. Anche l’umidità relativa dell’atmosfera dei locali si mantiene su livelli di benessere (40-50 %).

A differenza di sistemi di riscaldamento convenzionale (termosifoni), con l’irraggiamento, il calore non viene trasportato dall’aria, ma arriva al corpo sotto forma di radiazioni infrarosse, assicurando una piacevole sensazione di calore anche a temperature di 2-3 °C inferiori. Inoltre, evitando grandi spostamenti d’aria, le particelle di polvere non vengono messe in circolazione negli ambienti, con notevole vantaggio per la salute (specialmente per i bambini e per le persone allergiche).

Inoltre non vi sono non vi sono parti metalliche roventi. In altri tipi di stufe in metallo, la polvere trasportata dall’aria entra in contatto con queste superfici che raggiungono i 500 -600 gradi, si “brucia” e viene trasportata per gli ambienti con il movimento dell’aria calda.

Grazie al sistema di riscaldamento per irraggiamento, queste stufe sono sicure anche per chi ha bambini in casa, poiché non vi sono parti metalliche roventi. Se si monta uno sportello di vetro ci si può godere la fiamma ma bisogna fare attenzione a non toccarlo quando il fuoco è ruggente.


I vantaggi ecologici

Oltre ai vantaggi per la salute la stufa in muratura rappresenta uno dei sistemi di riscaldamento che più rispettano l'ambiente e si integra con esso; tutto ciò per diversi motivi:

-Il basso consumo di legna permette un equilibrato utilizzo della biomassa boschiva. Consumando un terzo della legra rispetto ad una cucina economica con un picco appezzamento si può diventare autosufficienti, pulendo il bosco asportando soprattutto legna secca piuttosto che “tagliarlo violentemente”.

-L’inquinamento dell’aria è molto ridotto: questo genere di combustione, immette nell'aria soprattutto CO 2 (la stessa che la pianta ha accumulato durante la sua crescita e che rilascerebbe comunque con il processo di decomposizione naturale nel bosco), e meno di 0,2 % di azoto ossigenato e alogeno-idrocarburi.

Dopo i primi 20 minuti la temperatura nella camera di combustione sale fino a 900 gradi i condotti del fumo in muratura permettono di bruciare gran parte dei gas che emette la legna nel processo di combustione.

-L'unico materiale residuo è costituito dalla cenere di legna che viene reintegrata nel terreno (rendendolo più basico) e anche nell'orto apportando soprattutto potassio.

-Se si possiede un piccolo appezzamento di bosco o si può comprare la legna in loco si può accorciare notevolmente la filiera dell'approvvigionamento dei materiali necessari per il riscaldamento; con una casa termo-autonoma, o parzialmente tale, non si utilizzano grosse infrastrutture come gasdotti o sistemi di stoccaggio di gpl.

-Non si utilizzano combustibili fossili ma si utilizza una materia prima vegetale rinnovabile con un buon risparmio energetico ed economico.


I pregi e l’estetica


Oltre ai già citati vantaggi ecologici, la stufa in muratura presenta un notevole pregio anche dal punto di vista estetico: essendo costruita “sul posto”, la stufa può essere realizzata nella forma che si desidera, senza creare un’impressione di “fuori luogo”. Il rivestimento, in questo tipo di stufe, svolge una funzione essenziale. Infatti le forme, l’intonaco e le rifiniture possono essere accordati ai gusti più diversi: muratura a vista, intonaco murale premiscelato, rivestimento in maiolica o pietra lavica, o l’antico intonaco delle “stufe contadine”: la terra cruda un impasto a base di argilla, sabbia e paglia; materiali poveri ma efficientissimi.


La legna

Il combustibile migliore per la stufa in muratura è la legna da ardere non trattata, stagionata all’aria aperta e ben coperta per almeno 18 mesi; la lunghezza deve essere adeguata alla misura della camera di combustione, in alcuni casi questa è di 75 cm e permette di risparmiare molte ore “di motosega”. Il diametro della legna deve essere inferiore ai 10 cm (i tronchetti tondi vanno spaccati). Grazie alle alte temperature della combustione la stufa può bruciare tutti i tipi di legna (anche pioppo, abete, salice ecc.) purché ben secca; l’elemento importante in questo tipo di combustione è la fiamma e non la brace e ogni kg di legna produce circa 4kw di energia durante la combustione. Quello che cambia è lo spazio della legnaia: 10 qt di pioppo o castagno occupano  il doppio dello spazio di 10 qt di quercia o robina. Possono essere utilizzati anche tronchetti pressati di solo legno (senza colle, resine ecc.), ma in questo caso bisogna fare particolare attenzione a non caricare troppo la stufa, perché questi ultimi “crescono” in combustione. Da evitare sono invece rifiuti domestici, plastica, olio, legno incollato, trattato, compensato e truciolato, i quali, oltre a rischiare di danneggiare la stufa, inquinano l’ambiente e sono un pericolo per gli abitanti della casa!


Il costo

Il prezzo varia a seconda della grandezza della stufa, dell’ambiente da riscaldare e del tipo di rifiniture richieste, si va da un prezzo base di circa 4.000 euro (per una stufa di dimensioni medio piccole) fino a 15.000 euro e più per una stufa super accessoriata, realizzata su più piani, con uno scambiatore per il riscaldamento dell’acqua, rivestita parzialmente con ceramica ecc. In genere, gli artigiani più competenti seguono l’intero processo: dal sopralluogo, alla progettazione tecnica e architettonica, fino alla realizzazione della stufa e al “rodaggio”. In qualche caso, alcuni artigiani forniscono un progetto dettagliato per l’autocostruzione.

Ci sono alcuni casi di manuali diffusi per l’autocostruzione: in Patagonia l’ente nazionale per l’agricoltura (INTA) ha diffuso un manuale per realizzare “la stufa russa” (una stufa di medie dimensioni) e nel nord Europa è famosa la stufa Fillandese una grande stufa di circa 3 tonnellate con un grande potere di accumulo del calore.

Per la costruzione vera e propria, occorrono dai due ai dieci giorni a seconda della dimensione e delle finiture.

Senza dubbio, questi prezzi possono sembrare alti, soprattutto se confrontati con i prezzi delle stufe industriali prefabbricate. Tuttavia nella valutazione complessiva è bene tenere conto anche di alcuni fattori a medio e lungo termine:

-La durata: una stufa può durare anche tutta una vita e oltre. Ci sono stufe di fine Ottocento ancora funzionanti;

-Se posizionata al centro di più stanze (fino a 4) e/o disposta su più piani, la stufa può scaldare tutta o buona parte della casa senza bisogno di altri sistemi di riscaldamento (o piccoli apparecchi per stanze molto lontane tipo pompe di calore, lampade ad irraggiamento ecc.) Meglio ancora se la casa è ben coibentata. In una prospettiva di lunga durata questo vuol dire risparmio economico e di altri combustibili fossili;

-Il basso consumo di legna consente anche un enorme risparmio in termini di costi annuali. Se poi si possiede un pezzo di terreno boschivo, questi costi diventano praticamente nulli. Se si considera che il 67% dell’energia utilizzata nelle case italiane è impiegata per il riscaldamento nella maggior parte dei casi attraverso la combustione di gas metano, Gpl, Kerosene (per lo più importati), una stufa può essere una piccola rivoluzione.

  1. -La stufa in muratura ha un funzionamento molto semplice. Quasi tutte le stufe industriali  dipendono dalla corrente elettrica, per cui, se manca, si sta al freddo; sono dotate di dispositivi elettronici che regolano l’accensione e ne programmano la temperatura e, per buoni che siano prima o poi si rompono e devono essere riacquistati e sostituiti, sempre che la ditta produttrice li abbia ancora in commercio o non sia fallita; in quel caso la stufa risulta inutilizzabile e va riacquistata. Le stufe in muratura sono prive di dispositivi meccanici, elettronici o elettrici, e la programmazione della temperatura desiderata può essere agevolmente raggiunta dimensionando adeguatamente la stufa al momento della costruzione e dosando la legna, come dire… “tutto quel che non c’è non si rompre”.


Consigli per l’uso della stufa

Si prepara la carica mettendo sotto poca carta, subito sopra si mette  legna spaccata fine (le cassette della frutta spaccate sono ottime) o ramaglia; sopra si mette la legna più grossa fino al completamento della carica.

L’afflusso d’aria necessaria per la combustione si regola riducendo l’apertura dello sportello, o di una valvola che vengono chiusi una volta che la legna è completamente bruciata. Una combustione così completa produce quantità di residui (ceneri) molto scarsi, bisogna avere l’accortezza di mantenere sulle lastre della camera di combustione uno strato di circa 2 cm di cenere per favorire il mantenimento delle braci.

Il rendimento nella fase di accensione raggiunge valori del 60% arrivando a oltre il 75-90% con combustione a “regime” a seconda del tipo di stufa. Le elevate temperature di combustione producono fenomeni di distillazione dei fumi tali da produrre gas che, dopo i primi 20 minuti dall’accensione, bruciano comportandosi come combustibili gassosi. In sostanza è come se avvenisse una seconda combustione ad elevata temperatura, tale da ridurre le emissioni inquinanti e aumentare il grado d’efficienza della stufa.

Dopo la costruzione, la prima accensione della stufa va fatta con la minima carica di legna e ripetuta per almeno 2 volte al giorno per circa 8 – 10 giorni. Dopo questo periodo di rodaggio si può aumentare la quantità di legna, fino ad arrivare alla massima carica. Per ottenere una combustione completa è consigliabile eseguire l’accatastamento della legna con cura, assicurandosi di lasciare il passaggio dell’aria.

  E’ bene pulire la canna fumaria ogni anno.

  Ogni 2–5 anni, secondo l’uso, si aprono i “tappi d’ispezione” e si puliscono i giri di fumo con un “aspiratutto” e una spazzola. Dopodiché i tappi vanno risigillati con un po’ di malta d’argilla.

Dopo alcuni anni la superficie della stufa può essere ripassata con una terra colorata a pennello (intonaco fine d’argilla) o può essere nuovamente imbiancata; e l’intonaco della stufa dovesse crepare a causa di un surriscaldamento o altro, le crepe possono essere chiuse con un impasto d’argilla (intonaco fine). E’ necessario effettuare tutti questi lavori sulla stufa calda.


Per saperne di più...

Contatti


Magnolini Andrea (--> Autocostruzione <--)

cell. 347 2237427 a.magnolini@gmail.com


Martin Stoppel (Artigiano fumista), tel 0575 749322 cell. 348 7332887

www.calorenaturale.it

e-mail: terra.m.s@tin.it loc. Upacchi 46, 52031 Anghiari (Ar)

Sue le foto che corredano il testo con la sigla M.S.


>>Corso internazionele di Stufe russe a liberacircolazione dei gas 23 aprile-2 maggio 2017 con la partecipazione di Igor Kuznetsov<<


Un esempio di sistemazione intelligente nei locali:

Carica giornaliera circa 15 kg di legna

-M.S.-

Il giro di fumi prosegue al 1° piano e lo scalda.

Il giro di fumi prosegue al 2° piano e lo scalda.

M.S. -Stufa rivestita in maioliche detta anche Kachelofen

M.S. - Stufa-camino rivestita in terra cruda

M.S. Una parte della stufa scalda il soggiorno...

... la parte dietro scalda la cucina

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